Commento - Pitocco e mangiato
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Di Big Fat Fede
'Cotto e mangiato' è il fenomeno editoriale dell'anno: uscito da pochi mesi, conta 650'000 copie vendute, in continuo aumento. Trattasi d'un libro di culinaria, o, meglio, d'un'accozzaglia banale di ricette banali frutto della mente banale d'una pseudo-giornalista di un pseudo-telegiornale, conduttrice nel medesimo di una pseudo-rubrica di pseudo-cucina. La 'giornalista' risponde al nome di Cristina Parodi, il 'telegiornale' in questione è 'Studio-Aperto', la 'rubrica' si chiama 'Cotto e mangiato', come il libercolo di cui sopra. Fantastico.
Cognomen omen, veramente: Parodi = Parodia. Già, perchè 'Cotto e mangiato' è davvero la parodia d'un libro di cucina. Per carità, i fanciulletti di mezza Italia, e con mezzi neuroni gioiranno, tra una puntata del 'Mondo di Patty', una ricetta e l'altra, nel leggere quest'opera frivolamente stupida. Ma io non gioisco, nel mio piccolo (Ah, tra parentesi, questo è un articoletto d'opinionucola, ovviamente la si pensi come pare e piace, in proposito come a sproposito). No, dicevo, non gioisco affatto. E' la morte civile. La morte della cultura. Basti pensare che un piccolo capolavoro come l''Eleganza del riccio' ha venduto, sì, 600'000 e passa copie, ma in Francia. Ed in un paio d'anni. Ed ora 'sta pisquanata di 'Bigotto e mangiato', 'Scotto e frignato', 'Pitocco e scazzato', lo doppia abbondantemente. Ed in due mesi. Robe da matti.