Politica locale - 'Riformatorio'
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Di Big Fat Fede
(Trentino) Praticamente imposta –l’alternativa, per ogni istituto, è tra ciò e dei fantomatici nonchè inutili sportelli/recuperi pomeridiani- la riforma della scuola trentina che propone ore di lezione da 60, anzichè da 50 minuti cadauna, dovrà essere avallata dal Collegio Docenti, nonchè approvata dal Consiglio d’Istituto di ogni scuola. Se così sarà, fantastico. Cioè, in realtà proprio per niente; ne’ per i professori, il cui stipendio non aumenterà, al contrario della mole lavorativa cui saranno sottoposti, ne’ tantomeno per gli studenti, che vedranno spaventosamente ritardati gli orari del ritorno a “casa dolce casa”, nonchè ridotta la durata della ricreazione, che, probabilmente, sarà portata dagli attuali 15 a 10 minuti circa. Un successone. Il mistero è perchè la “riforma” (roba da riformatorio, per l’appunto) sia stata proposta. L’ipotesi più accreditata –esclusa, ovviamente, quella che afferma che la Dalmaso (l'assessore che ha inventato 'sta schifezza) si sia bevuta il cervello- è che la riforma sia stata proposta per risparmiare. In qualche arcano e ad oggi non chiarissimo modo, infatti, con questo stratagemma dei 60 minuti si ridurrebbe il numero dei docenti, andando dunque a tagliare il bilancio della Provincia, alla sezione “Spesa per l’istruzione”; ciò andrebbe, naturalmente, a discapito dei precari, più che dei professori di ruolo. Però gli stipendi, i nostri “prencipi e potentati” locali, se li sono aumentati, eh. (Notizia delle ultime settimane) Ecco, non vorremmo essere proprio noi a sacrificarci per lor signori.