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La trappola del tempo' è il
settimo (o il
sesto, se si esclude il
filler 'La cassaforte segreta') romanzo della saga fantasy
Artemis Fowl, partorita dall'immaginifica nonchè nazionalistica penna di
Eoin Colfer, scrittore irlandese. La suddetta serie di romanzi è incentrata sul personaggio, giammai l'indovinereste, di
Artemis Fowl, il quale altri non è che un ricco
genietto con tanto di leale
guardia del corpo; trattasi, in pratica, d'uno
scassa-minchia in età
pre-puberale (e poi puberale, nell'incedere della saga), di professione
ladro, truffatore dal cuore d'oro, e, perchè no, a tempo perso, pure
rapitore di elfi dalle orecchie a punta, magici nonchè
ultra-tecnologici. Già, perchè
Eoin Colfer, da buon irlandese, è celebre, oltre che per saper sapientemente miscelare l'orzo col luppolo, anche per aver portato per la prima volta alla ribalta, sia pure limitatamente alla letteratura per bambocci, la commistione letteraria
fantasy-sci-fi, ovverosia
magia-tecnologia, incrociando, in pratica,
Asimov con
Eragon, e ricavandone un bel
pastrocchio davvero divertente: riferisce difatti Colfer nelle proprie opere che esiste da millenni, sul nostro Pianeta, un fantomatico
Piccolo Popolo - composto di
Elfi, Folletti, Centauri, Goblin sputa-fuoco,
Nani scavaterra, mangiaterra e scorreggiaterra, ed altre simpatiche creature - piccolo soltanto di statura, beninteso, ma grande di cuore, tanto grande da, complice
la semenza degli Umani (dai Piccoli Membri simpaticamente chiamati 'Fangosi'), a causa della quale millenni prima s'è generata una
Guerra Interspecie, essersi ritirato sottoterra senza ometto ferire, nel tentativo di risparmiare vite preziose; nei meandri del Globo Terracqueo, Elfi & Co (i quali, per la cronaca, risultano addirittura più longevi della
Montalcini) daranno quindi vita, nel corso dei secoli, soprattutto grazie all'aiuto del Geniale Centauro-Scienziato
Polledro, ad un'avanzata (dal giorno prima)
civiltà ultra-tecnologica, ma tanto tecnologica, da far impallidire in un colpo solo
Bill e
Steve, altrimenti noti come '
I capitani coraggiosi'.
Oltre alla suddetta potenza elettromeccanica di cui dispone, che si concretizza in una moltitudine di
navicelle per viaggiare sottoterra,
elmetti e corazze ultra-protettive,
pistole spara-laser, nonchè in immancabili
schermi olografici, il Piccolo Popolo, lo s'è detto, ha dalla sua anche la
Magia, intesa come una forma di
energia (la quale va occasionalmente ricaricata) che consente a Elfi e Folletti di esercitare
poteri come la
Guarigione, il
Fascino (una sorta di ipnosi cui è impossibile sottrarsi), il
Dono delle Lingue, nonchè la
Schermatura (procedimento che consiste nel vibrare ad altissima frequenza, così da risultare invisibili all'occhio umano, pardòn,
Fangoso).
Essendo tuttavia una nazione fatta e finita, ancorchè abitata di creature magiche, anche quella dove il Piccolo Popolo dimora necessita di ordine; e quest'ordine è garantito dalla
L.E.P., ovvero la
Libera Eroica Polizia. Della suddetta fa parte il Capitano
Spinella Tappo, elfo femmina con un innato disprezzo per regole e regolamenti, protagonista, insieme allo stesso
Artemis Fowl, della saga di Colfer.
Ciò premesso, appare chiaro che '
La trappola del tempo', in quanto appartenente alla saga redatta da Colfer, non si discosterà particolarmente dai romanzi precedenti, quanto ad a
mbientazione e ad
universo narrativo; il tomo di
384 pagine, edito da
Mondadori, ha difatti i consueti protagonisti, ed il consueto tono scherzoso, marchio di fabbrica dell'intera serie.
La trama di questo episodio, tuttavia, parte da una premessa piuttosto lugubre: l'adorata
mammina di Artemis Fowl sta tirando le cuoia, colpita da un morbo simil-magico. Il genietto, in preda alla disperazione, decreta quindi di chiamare in soccorso della madre il
Piccolo Popolo (cui egli stesso ha prestato aiuto in precedenza) nella persona, o, per meglio dire, nell'Elfo di
Spinella Tappo, capitano della L.E.P.. Pertanto, giacchè, diagnosticata la malattia, si teme che il morbo da cui la signora Fowl è affetta possa dar vita ad un'
epidemia,
e poichè l'unica
cura alla di lei sofferenza
risiede
nel fluido cerebrale di un lemure estinto da qualche anno, Artemis stabilisce di giocarsi il tutto e per tutto, e fa chiamare
N.1, un potentissimo
demone stregone in preda ai fumi dell'adolescenza; grazie all'aiuto di quest'ultimo, il
baldo Fowl e il suo compare Tappo attraversano un
tunnel psico-spazio-uni-tecno-ultra-
temporale, e
ritornano cronologicamente indietro di una manciata di anni, con tanti saluti agli orologiai di mezzo mondo, nel tentativo di
salvare il lemure dall'estinzione, così da salvare mamma Fowl, così da salvare l'umanità dall'epidemia, così da salvare il mondo. Che ci volete fare, è il bello del
Butterfly Effect.
Naturalmente, la
faccenda, in apparenza piuttosto
semplice, si rivelerà più
complicata ed ingarbugliata del previsto, e sfocerà presto in
picaresche e rocambolesche tresche stregonesche davvero leste nonchè guerresche. Tradotto: il tutto degenererà in una
gran cagnara, fatta di colpi di testa e di magia.
'A
rtemis Fowl e la trappola del tempo' non è, sia ben chiaro, uno dei migliori romanzi della saga targata Colfer. A dirla tutta, a conti fatti, è uno dei peggiori, visto e considerato che è
originale quanto un piatto di pasta al pesto servito a Genova. Già, perchè l'idea della
macchina del tempo è, nei fatti,
abusata, abusatissima,
abusaterrima, e si fa ben presto a infilare
paradossi temporali uno dietro l'altro, o a sfornare
sdoppiamenti d'identità che manco il
dottor Jekyll dei bei tempi andati; il rischio di scadere nel banale è, però, dietro l'angolo. Fortunatamente, a salvare tutta la baracca ci pensano un paio di
stratagemmi e
colpi di scena tutto sommato
degni di nota (per esempio quello presente al termine del romanzo
), ed uno
stile narrativo scorrevole,
lessicalmente discreto nonchè condito da una
manciata di dialoghi davvero
irriverenti, per quanto presenti in misura più scarsa rispetto agli altri capitoli; la
caratterizzazione dei personaggi principali e di contorno non è, inoltre, qui particolarmente
approfondita, per quanto, a onor del vero, già molto si sia detto sotto questo profilo nei romanzi precedenti. Quanto alla
trama del libro, be', è sufficientemente
fuori di testa da soddisfare chi desidera farsi
quattro risate, e da far fare quattro risate a chi è sufficientemente fuori di testa.
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