Recensione - Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I - Il film
Cinema |
Di Big Fat Fede
Certa gente non s'accontenta mai. Tanto che i 7 (sette!) romanzi che compongono la saga di Harry Potter non sono bastati a soddisfare la maledetta fame d'oro dei capoccioni di Warner Bros, i quali, anzi, hanno ben pensato di ricavare non uno, ma ben 2 film da quest'ultimo capitolo della serie, nella speranza di scucire ai cinefili -ma che dico!- ai cinofili qualche bel dindo tintinnante in più, e, conseguentemente, di rimpinguare le proprie tutto fuorchè misere tasche. Robe da matti, direbbe il buon Mike. (Pace all'anima sua)
Harry Potter è un maghetto cicatrizzato oramai vecchio (avrà 17 anni, o giù di lì) e stanco (si sa, gli acciacchi dell'età), ma talmente vecchio e talmente stanco da non aver più la minima intenzione di completare la propria carriera di studente in quel di Hogwarts (la scuola di stregoneria del fu Albus Silente, altrimenti noto come 'mago Otelma'), e d'ottenere in cambio dei propri sforzi un bel certificato 'DOC' tutto luccicante. Dunque, decide -spalleggiato dagli amichetti Ron 'Il Rosso' Weasley ed Hermione 'Hermy' Granger- di marinare le lezioni, e principia a deambulare allegramente per mezzo mondo, alla disperata ricerca degli Horx... Orkr... Horcrux (i frammenti d'anima) di Voldemort (Cupìdo per gli amici), nella speranza di spedire quest'ultimo (che, lo ricordiamo, gli ha accoppato i genitori) all'altro mondo. Sventuratamente -per i tre babbei di cui sopra ma soprattutto per gli spettatori- la faccenda si rivelerà più lunga, noiosa ed intricata del previsto. Roba che, al confronto, Azzeccagarbugli era un principiante che si trastullava con le Bratz.
Il film è -a mio insindacabile ed inappellabile giudizio- brutto, palloso, buio e mal recitato. Sorvoliamo sulla trama, che è una variazione della caccia al tesoro in salsa 'magic': i tre attori protagonisti (Radcliffe, Grint, Watson) hanno le movenze di babbuini ammanettati, e più o meno la stessa espressione. La regia (Yates) è inesistente (chi per caso riuscisse da qualche parte a trovarla, mi faccia un fischio): il film è un collage, una malefica accozzaglia di scene mescolate a casaccio, ma talmente a casaccio, che risulta impossibile, per quei quattro gatti che non avessero letto il romanzo della Rowling, seguirne la (banale) trama. Ciliegine sulla torta: gli effetti speciali degni di nota scarseggiano, si sono aggiunti episodi -non presenti nel libro- inneggianti al malizioso patetismo più classico (tanto per allugare il brodino), e persino Voldemort (Fiennes) ha perduto gran parte del proprio smalto.
Ciononostante, è sempre Harry Potter. E tanto basterà ai fan più accaniti (e baggiani).
6+