Recensione - Le cronache di Narnia: il viaggio del Veliero - Il film
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Di Big Fat Fede
Io non so; credo di non avere più l'età per certi film. Fatto sta che, durante le quasi due ore di visione ininterrotta de 'Le cronache di Narnia: il viaggio del Veliero' (peraltro trascorse nell'oscura prigione d'una sala cinematografica), mi si sono davvero sgretolati, membro a membro, gli amatissimi cabasisi (leggi: maroni). Tanto che, terminato il tutto, ho dovuto procurarmi una paletta per raccattarne i pezzi, o, per meglio dire, le briciole, che ho poi provveduto a riattaccare insieme con un po' di Attack.
La trama. Questo meraviglioso ed interessantissimo film, tratto dal terzo romanzo dell'omonima saga di C.S. Lewis, e rivolto con ogni evidenza ad un pubblico di nani babbei, o di babbei nani, che dir si voglia, narra delle maggichissime e assai variopinte avventure di una famiglia di squinternati (o forse due famiglie, la genealogia non è mai stata il mio forte), le quali, dopo aver (parliamo del film precedente) varcato un armadio ed esser precipitati nel fantasmagorico universo di Narnia, popolato da creature meravigliose (tipo ratti giganti, unicorni, minotauri, ecc...) nonchè scopiazzate dalla mitologia greca, ci ritornano, tutti pimpanti, attraversando, stavolta, un gran bel quadro (praticamente un Picazzo) raffigurante un veliero sperduto chissà dove nell'Oceano. A complicare il tutto ci si mette Eustachio Scrubb, il cuginicchio di due dei protagonisti (Lucy -evidentemente diminutivo di 'Lucciola'- ed Edmund, evidentemente il lenone di costei), ominicchio sbarbatello e simpatico più o meno quanto una cazzuolata nelle balle. Mentre accertano che a Narnia non c'è proprio una mazza da fare, i tre di cui sopra vengono raccattati da un ridicolo veliero guidato dal re locale, tal Caspian, un farabutto tutto pace e amore che più che un re sembra un Hippie (Ma che vada alla Comune!), peraltro da loro già incontrato in precedenza. Dopodichè sbarcano in una cittadina assediata da mercanti di schiavi ed, insieme all'equipaggio del Veliero di Cazpian, li cacciano a pedate nel didietro, non prima di aver imbarcato, però, un marinaio sfigatuccio il quale rivuole con sè la propria mogliettina sfigatuccia, rapita tempo addietro da qualche criminale in vena di scherzi criminali. Inizia così un incredibile viaggio, che porterà i nostri (anzi, vostri) eroi un po' dappertutto, ma specialmente su isolozzi affollati da esserini ed esseroni malvagi e cattivoni. Tutto questo per cosa? Per salvare il mondo, e, possibilmente, ritrovare la moglie del marinaio sfigatuccio di cui sopra.
Il commento.
Punto primo: io detesto i film che sfruttano la tecnologia 3D soltanto per spillare qualche bel soldino in più agli spettatori. E 'Narnia 2' rientra in questa categoria.
Punto secondo: io detesto i film moralisticheggianti (per giunta in senso cristiano-cattolico-evangelico), pieni di bei sentimenti, rigonfi di cattivi che diventano buoni nonchè di buoni che rimangono buoni. E 'Narnia 2' rientra in questa categoria.
Punto terzo: io detesto i film stracolmi di effetti speciali, peraltro d'eccellente qualità (come quello del quadro, all'inizio della pellicola), ma privi della benchè minima originalità tanto nella trama quanto nella sceneggiatura. E 'Narnia 2' rientra in questa categoria.
Punto quarto: io detesto i film per bambini pacioccosi con le mani impiastricciate di Nutella, specialmente se contemplano altri bambini pacioccosi nelle vesti di protagonisti, animali parlanti nelle vesti di aiutanti magici, nonchè mostri terrificanti (si veda il pesce-lisca di questa pellicola) nelle vesti di antagonisti. E 'Narnia 2' rientra in questa categoria.
4,5