Ordunque; seguitamente a
114 episodi, più speciali vari ed assortiti, s'è finalmente conclusa la sesta ed ultima stagione di uno dei telefilm che molto ha appassionato il pubblico Statunitense, e, seppur in misura minore, anche quello italiano. Per quei quattro Venusiani ignoranti che lo ignorassero,
Lost tratta della vicenda assai sventurata d'una cinquantina d'uomini e donne che,
precipitati col proprio aereo -il volo
Oceanic 815-, si ritrovano su
un'isola 'deserta', presumibilmente situata nel Pacifico Meridionale, senza avere a disposizione telefoni o mezzi per comunicare col mondo esterno. La trama del telefilm poi s'evolve e si complica ulteriormente; attraverso una serie di
flashback viene illustrata al telespettatore la vicenda personale di ciascheduno tra
i sopravvissuti. Vi è l'
iracheno torturatore (Amico del buon Ahmadinejad), l'
eroico medico (ovviamente Obamiano), la
fuggitiva omicida assassina maniaca, il
drogato, il
grassone, il
pelato esoterico, i
due coreani (più citrulli che comunisti),
la coppia di fratellastri ficcanaso, l'affascinante (si fa per dire) avventuriero
truffatore psicopatico, e tant'altra bella gente, se vi parlassi della quale, mi cascherebbero le balle. Codesti ignobili personaggi incontreranno antagonisti, commilitoni o situazioni ancor meno nobili di loro; in particolare, giacchè sull'isola su cui sono precipitati, in passato, si sono svolti arcani esperimenti di
scienza di confine (o, per meglio dire, di confino) rinverrano, nei dintorni del proprio luogo di stanziamento, tutta una serie di
edifici misteriosi, quali bunker o non meglio definite stazioni di progetto. Si scontreranno, inoltre, con una
tribù di zozzoni, cui -con assai scarsa fantasia- daranno il nome di 'Altri', con letali
mostri di fumo nero scorazzanti per la giungla, perfino con dei sadici mercenari al soldo d'un magnate che altro non desidera -peraltro non c'è dato sapere il perchè di questo suo anelito- che accopparli. In poche parole: la fiera dello stereotipo. Come se tutta questa bella pappardella non fosse bastante per gli intenti sollazzevoli dei baggiani telespettatori, gli sceneggiatori di
Lost hanno trovato la maniera di ficcare nel proprio assurdo telefilm
riferimenti biblici,
salti temporali che manco la coppia
Spielberg-Zemeckis,
combattimenti all'ultimo sangue,
morti a profusione, ecc, ecc...
Insomma, in definitiva: di primo acchito,
Lost potrebbe apparire come una
colossale pisquanata; e, difatti, tale si rivela anche ad un'analisi più approfondita; il perchè, è piuttosto banale a illustrarsi. Nonostante un
montaggio ben realizzato, interamente costruito -un po' come
Rapina a mano armata di Kubrick, per intenderci- sul
flashback, nonostante alcuni spunti della trama tutto sommato interessanti -l'idea originale dello schianto su un'isola deserta, per quanto abusata, in ambito televisivo aveva un suo intrinseco
potenziale di sviluppo- nonostante una buona recitazione dei personaggi principali e di contorno (
John Locke-O'Quinn su tutti), nel complesso
Lost risulta un
insieme mal assortito di stereotipi, come già detto; in particolare, la sua
conclusione, oltre che da alcuni punti di vista assai
criptica, è incompleta, e quanto di più idiota si possa trovare sulla faccia della Terra. Anzi, più che idiota, sa tanto di
presa per i fondelli. Della serie: uno attende 100 e passa puntate, per ritrovarsi un finale che
non fa luce su tutta una trafila di elementi della trama precedente (quali ulteriori informazioni riguardo il
Progetto Dharma, l'importanza dell'isola, il ruolo degli 'Altri', le questioni degli sbalzi temporali, delle 'stazioni', di Walt, dei 'numeri', ecc, ecc)?
Per carità,
Lost resta una serie televisiva avvincente, ma, sostanzialmente,
esagerata, spinta
all'eccesso in tutti i frangenti della trama; gli sceneggiatori si sono portati davvero troppo oltre, finendo per ficcare
un po' di tutto, ed un po' troppo di tutto, in un calderone -quello di
Lost, per l'appunto- che finisce per risultare ridicolo, più che intrigante ed incomprensibile. Occasione sprecata.
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