Recensione - Moon - Il film
Cinema |
Di Big Fat Fede
Uscito in sordina nella penisola a stivale all'inizio di dicembre, Moon è un polpettone fantascientifico realizzato in economia (5'000'000 $) da un dilettante (Duncan Jones). Esso narra la trama di un tale piuttosto sfigato, Sam, lavoratore al soldo della solita multinazionale amante dei segreti Lunar Inc, che opera sulla luna con basi e un computer tuttofare. L'industriona s'occupa di produrre energia per il 70% del pianeta. Come? Frullando, triturando e mixando il suolo lunare. Armstrong si starà rivoltando nella tomba.
Ciò detto, il film è molto evocativo, e richiama alla memoria i classicon-polpettoni della fantascienza d'altri tempi, come Alien o il sempiterno e Kubrickiano 2001: Odissea nello Spazio. In pratica, li scopiazza in tutto e per tutto: scenografie, qualche pezzo della sceneggiatura, fotografia, soggetto... Tutto fregato dalla pasciuta cassaforte di Mr. Stanley...
Comunque, nella parte iniziale -quando tratta dell'esistenza d'un operaio avveniristico; manca solo il sindacalista- la pellicola è più noiosa di un documentario sulla vita campestre dei bradipi sloveni. Il film è, infatti, completamente privo di trama, ma è comunque ben realizzato: gli effetti speciali, per quanto rari e per quanto poveri, convincono, così come l'attore -sì, è uno solo, e si chiama Sam Rockwell- che recita con se stesso. Qualche presunta riflessione filosofico-social-psicologica, inoltre, arricchisce il tutto: l'uomo e la macchina, la macchina e l'uomo, l'uomo e l'uomo. Il clone ed io. Io e il clone. Io e Marley. Ah no, quella era un'altra roba.
6,5