Tip - Facebook o Fessbook?
Tecno |
Di Big Fat Fede
Molto probabilmente, nessuno, a parte due o tre gatti più furbi degli altri, s'è cuccato per intero il regolamento del social-network più in voga negli ultimi tempi, Facebook. Ebbene, giacchè ognuno è costretto, qualora desideri far uso del portale, ad accettare il suo minuscolo contrattino (una decina di pagine in tutto, più o meno), ne è fornito di seguito un riassuntino, comprensivo di ciascheduna delle caratteristiche più sbifide del sito internet.
Nota: estratto dalla versione inglese delle linee guida di Facebook, l'unica con valore legale, giacchè il social-network non conferisce valore alle traduzioni delle medesime.
Facebook utilizza i tuoi dati personali, in sostanza, come minchia gli pare e piace;
1) Per proporti inserzioni in base ai gusti ed alle informazioni che condividi.
2) Per addossarti qualsivoglia responsabilità penale delle tue azioni nel portale.
Facebook non ti permette di eliminare affatto i tuoi dati personali;
1) Qualora disattivi un account, essi resteranno nel database del portale.
2) Qualora lo cancelli, comunque ciò che hai condiviso resterà a disposizione dei tuoi amici, pur risultando anonimo, dunque ne resterà traccia visibile. Inoltre, rimarrà in copia di backup per 3 mesi almeno. Il tutto, negli Stati Uniti, mica nel tuo Paese.
Facebook annuncia, ad ogni modo, di non essere responsabile della tua privacy; se qualche estraneo riesce ad eludere il suo sistema di protezione-dati, cacchi tuoi.
Facebook si assume la proprietà intellettuale dei contenuti IP da te caricati, al pari del diritto d'utilizzarli come desidera. Qualora li cancellassi, potrebbero rimanere ugualmente in database, a disposizione del portale, per un tempo non meglio determinato.
Facebook pretende...
1) Che tu inserisca dati reali nel tuo profilo personale. (Niente 'Pinco Pallino da Marte, insomma')
2) Che non crei più d'un profilo personale.
Se un giorno volessi far causa a Facebook, avresti di che tribolare; dovresti fiondarti al tribunale di Santa Clara, in California, giacchè soltanto là il portale accetta di farsi processare.
Di tutti i dati che condividi tramite le cosiddette 'applicazioni', Facebook si lava le zampacce, scaricandone la responsabilità di trattamento sugli sviluppatori delle stesse. Cioè: se si prende parte, e si accetta di accedere ad un quiz creato da Peppino lo Struzzo, il fantomatico Peppino potrebbe ricevere i dati personali inviati, ed utilizzarli a suo piacimento, violando, sì, gli accordi con Facebook, ma l'utente beffato... Come farebbe a scoprirlo?
Si sono già verificati, tanto per concludere, licenziamenti o equivoci dovuti a condivisioni sventurate su Facebook; a questo proposito, noto è l'esempio di quella teenager USA cacciata a pedate dalla propria azienda, per aver scritto nel proprio profilo personale 'Il mio lavoro è noioso'. Ebbene, Facebook non incoraggia, o autorizza esplicitamente l'utilizzo di materiale privato al di fuori del social-network medesimo, ma neppure lo impedisce, lo limita, lo vieta. O, almeno, nelle norme, non s'è trovato nulla a questo proposito. L'unico accenno al riguardo ([...] [we] are not capable of limiting how those who have received
information may use it, particularly outside the Facebook Service.) costituisce una sorta di ennesimo 'disclaimer' di responsabilità. E tanti saluti alla sicurezza dell'utente.
Come dire... Zuckerberg non è mica fesso. Al massimo Fessbook.
« All'estero è sempre più diffusa la pratica di setacciare il profilo Facebook dei potenziali neoassunti per averne un identikit più preciso. Ad ogni modo: ottimo riassuntino xD »