Versione - Senofonte e i suoi giungono in un villaggio armeno (Senofonte)
Greco |
Di Fede HannVersione di Senofonte: Senofonte e i suoi giungono in un villaggio armeno, da 'Il nuovo Τάξις', di Vittorio Citti, Claudia Casali, Lorenzo Fort, Matteo Taufer.
Ἔνθα δὴ Πολυκράτης Ἀθηναῖος λοχαγὸς ἐκέλευσεν ἀφιέναι ἑαυτόν· καὶ λαβὼν τοὺς εὐζώνους, θέων ἐπὶ τὴν κώμην ἣν εἰλήχει Ξενοφῶν καταλαμβάνει πάντας ἔνδον τοὺς κωμήτας καὶ τὸν κώμαρχον, καὶ πώλους εἰς δασμὸν βασιλεῖ τρεφομένους ἑπτακαίδεκα, καὶ τὴν θυγατέρα τοῦ κωμάρχου ἐνάτην ἡμέραν γεγαμημένην· ὁ δ᾽ ἀνὴρ αὐτῆς λαγῶς ᾤχετο θηράσων καὶ οὐχ ἥλω ἐν τῇ κώμῃ. Αἱ δ᾽ οἰκίαι ἦσαν κατάγειοι, τὸ μὲν στόμα ὥσπερ φρέατος, κάτω δ᾽ εὐρεῖαι· αἱ δὲ εἴσοδοι τοῖς μὲν ὑποζυγίοις ὀρυκταί, οἱ δὲ ἄνθρωποι κατέβαινον ἐπὶ κλίμακος. Ἐν δὲ ταῖς οἰκίαις ἦσαν αἶγες, οἶες, βόες, ὄρνιθες, καὶ τὰ ἔκγονα τούτων· τὰ δὲ κτήνη πάντα χιλῷ ἔνδον ἐτρέφοντο. Ἧσαν δὲ καὶ πυροὶ καὶ κριθαὶ καὶ ὄσπρια καὶ οἶνος κρίθινος ἐν κρατῆρσιν. Ἐνῆσαν δὲ καὶ αὐταὶ αἱ κριθαὶ ἰσοχειλεῖς, καὶ κάλαμοι ἐνέκειντο, οἱ μὲν μείζους οἱ δὲ ἐλάττους, γόνατα οὐκ ἔχοντες· τούτους ἔδει ὁπότε τις διψᾐη λαβόντα εἰς τὸ στόμα μύζειν. Καὶ πάνυ ἄκρατος ἦν, εἰ μή τις ὕδωρ ἐπιχέοι· καὶ πάνυ ἡδὺ συμμαθόντι τὸ πῶμα ἦν.
[Senofonte]
Dunque il locago ateniese Policrate decretò per proprio conto di partire; e, recato che ebbe seco alcuni militi armati alla leggera, dirigendosi di corsa verso il villaggio che Senofonte aveva conquistato, prese con sè tutti quanti gli uomini ivi residenti, il capovillaggio, e diciassette puledri che venivano allevati in quanto tributo al sovrano, e persino la figlia del suddetto capovillaggio, maritata da nove giorni; il marito, tuttavia, stava cacciando lepri al di fuori del borgo, e non fu sorpreso all'interno del villaggio, (al momento dell'invasione). Le abitazioni del suddetto erano sotterranee, con l'ingresso mascherato da pozzo, ma sotto erano più ampie; le entrate erano scavate per le bestie da soma, gli uomini, dal canto loro, vi scendevano per mezzo di scale. In queste casupole trovavano posto capre, pecore, buoi, volatili, e i cuccioli di costoro; il bestiame tutto veniva nutrito con biada, e parimenti all'interno dell'abitazione. V'erano altresì focolari, sacchi d'orzo, legumi, e vino d'orzo in crateri. Questi erano colmi fino all'orlo di liquido, e sopra di essi giacevano delle canne, alcune di dimensione maggiore, altre minore, sprovviste di nodi; ed era opportuno che, allorchè qualcheduno fosse assetato, una volta afferratele, di queste si servisse per succhiare la bevanda fino alla bocca. Ed il vino era assolutamente puro, se non lo si miscelava con acqua; inoltre la bevanda era dolcissima, per chi ne era assuefatto.