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di
Diogene Laerzio: Senofonte invia i figli alla battaglia di Mantinea, da 'Il nuovo Τάξις', di Vittorio
Citti, Claudia
Casali, Lorenzo
Fort, Matteo
Taufer.
(
Simile ad un'altra versione già tradotta e pubblicata su questo sito, 'I figli di Senofonte' tratta da 'La lingua greca', di Sabina Giannicchi e Luisa Rossi)
Ψηφισαμένων Ἀθηναίων βοηθεῖν Λακεδαιμονίοις, ἔπεμψε τοὺς παῖδας εἰς τὰς Ἀθήνας στρατευσομένους ὑπὲρ τῶν Λακεδαιμονίων. Καὶ γὰρ ἐπεπαίδευντο αὐτόθι ἐν τῇ Σπάρτῃ, καθά φησι Διοκλῆς ἐν τοῖς Βίοις τῶν φιλοσόφων. Ὁ μὲν οὐὖ Διόδωρος οὐδὲν ἐπιφανὲς πράξας ἐκ τῆς μάχης ἀνασώζεται, καὶ αὐτῷ υἱὸς ὁμώνυμος γίνεται τἀδελφῷ. Ὁ δὲ Γρύλλος τεταγμένος κατὰ τοὺς ἱππέας (ἦν δὲ ἡ μάχη περὶ Μαντίνειαν) ἰσχυρῶς ἀγωνισάμενος ἐτελεύτησεν, ὥς φησιν Ἔφορος ἐν τῇ πέμπτῃ καὶ εἰκοστῇ, Κηφισοδώρου μὲν ἱππαρχοῦντος, Ἡγησίλεω δὲ στρατηγοῦντος. Ἐν ταύτῃ τῇ μάχῃ καὶ Ἐπαμεινώνδας ἔπεσε. Τηνικαῦτα δὴ καὶ τὸν Σενοφῶντά φασι θύειν ἐστεμμένον· ἀπαγγελθέντος δ᾿αὐτῷ τοῦ θανάτου ἀποστεφανώσασθαι· ἔπειτα μαθόντα ὅτι γενναίως, πάλιν ἐπιθέσθαι τὸν στέφανον. Ἔνιοι δὲ οὐδὲ δακρῦσαί φασιν αὐτόν· ἀλλὰ γὰρ εἰπεῖν, 'Ἤιδειν θνητὸν γεγεννηκώς.'[
Diogene Laerzio]
Giacchè gli Ateniesi avevano decretato, tramite procedura di votazione, di recare soccorso ai Lacedemoni, Senofonte inviò i propri figli ad Atene, affinchè combattessero per gli Spartani. E difatti essi erano stati educati proprio presso Sparta, come riferisce Diocle nelle 'Vite dei filosofi'. Il primo di essi, Diodoro, si salvò (lett: presente) dalla battaglia senza aver portato a termine alcunchè di glorioso, ed ebbe un figlio del medesimo nome del fratello. Il secondo di essi, Grillo, che s'era schierato tra i cavalieri (si trattava della battaglia presso Mantinea), dopo aver combattuto valorosamente, morì, come riferisce Eforo, a 25 anni, mentre Cefisodoro era comandante di cavalleria ed Agesilao stratega. In quella (lett: questa) battaglia cadde anche Epaminonda. E tramandano che in quel frangente Senofonte, incoronato, stesse celebrando un rito sacrificale; riferita che gli venne la notizia della morte del figlio, narrano che si sia levato la corona; Ma non appena apprese che era perito nobilmente, (tramandano che) si sia nuovamente posto la corona sul capo. Taluni riferiscono che egli non lo abbia neppure pianto; difatti, (sostengono che) abbia dichiarato: 'Sapevo d'aver generato un mortale'.